La Cataratta: niente paura!

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Che cos’è?

Il cristallino è una lente naturale presente all’interno del bulbo oculare e insieme alla cornea consente di mettere a fuoco i raggi luminosi sulla retina.

Si definisce cataratta la progressiva perdita di trasparenza del cristallino associata ad una significativa riduzione della funzione visiva. È una malattia antica quanto l’uomo e da sempre costituisce la prima causa di cecità.

Quali sono i sintomi?

Inizialmente i disagi visivi sono modesti perché l’opacizzazione del cristallino può essere circoscritta a piccole aree ma con il passare del tempo compaiono i sintomi tipici della cataratta conclamata ossia appannamento visivo, elevata sensibilità alla luce con sensazioni di abbagliamento (gli oggetti illuminati sembrano circondati da aloni, fastidio alla luce solare), riduzione della visibilità notturna, diminuzione del contrasto delle immagini (i colori appaiono sbiaditi), variazione di miopia, astigmatismo o ipermetropia.

Qual è il decorso? Come si fa diagnosi?

Il decorso della cataratta è, nella maggior parte dei casi, non prevedibile. Normalmente la sua evoluzione è lenta. Quando la perdita della trasparenza diventa estesa, uniforme e compatta si parla di cataratta matura, con marcata riduzione del visus. Non intervenendo si giunge alla cataratta ipermatura, evento che complica la riuscita dell’intervento chirurgico e che può essere responsabile dell’insorgenza di altre patologie oculari.

Per diagnosticare la cataratta è necessario l’esame biomicroscopico alla lampada a fessura previa dilatazione pupillare mediante l’instillazione di un collirio midriatico.

Qual è la terapia?

La terapia medica molto diffusa in passato sino agli inizi degli anni ’80 è da considerarsi assolutamente non efficace nell’arrestare la progressione della cataratta.

L’unica terapia veramente efficace e che allo stato attuale dà i migliori risultati è quella chirurgica. Negli ultimi venticinque anni ci sono stati importanti progressi tecnologici quali il progressivo perfezionamento delle lenti intraoculari (IOL) che vengono impiantate dentro l’occhio dopo rimozione della cataratta; la disponibilità di specifiche sostanze dette viscoelastiche  indispensabili per il mantenimento degli spazi fra le strutture oculari in corso di intervento; l’utilizzo di macchine ad ultrasuoni sofisticate dette facoemulsificatori per frammentare la cataratta; la progressiva riduzione dell’ampiezza delle incisioni chirurgiche, basti pensare che oggi si eseguono di routine incisioni di circa 2.0 mm che peraltro non richiedono l’apposizione di punti di sutura.

L’intervento di cataratta è attualmente un intervento chirurgico eseguibile ambulatorialmente, utilizzando un semplice collirio come anestetico (anestesia topica), con recupero funzionale quasi immediato. Ciò non deve però indurre a credere che tutto sia estremamente semplice e che non esistano rischi. Si tratta, infatti, di un intervento di microchirurgia estremamente sofisticato che richiede un lungo apprendistato da parte del chirurgo e un livello di attenzione molto elevato nella preparazione, nell’esecuzione e nel follow-up post-operatorio.

 

Dott. Giovanni Ciccolo
Oculista

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