Il PAP test e il papilloma virus

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Il primo passo per promuovere e conservare lo stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattie è la prevenzione: innanzitutto adottare uno stile di vita sano (non fumare, curare l’alimentazione, fare attività fisica etc.).

La prevenzione secondaria consiste nell’attuare delle indagini ad una popolazione che si presume sana, per individuare i soggetti che hanno già qualche alterazione d’organo ma senza sintomi.

La prevenzione del tumore del collo dell’utero si attua con il Pap test. E’ una procedura che permette di prevenire il tumore del collo dell’utero diagnosticando le alterazioni che lo precedono. Consiste nel “grattare” leggermente il collo dell’utero con una piccola spatola in modo da esfoliare delle cellule che verranno esaminate da un citologo, il quale ne valuterà le caratteristiche. Si potrà cosi dire se sono normali o se hanno delle alterazioni che possono, nel tempo…anni, progredire fino a diventare tumore invasivo.

Sottoporsi periodicamente al Pap test permette di individuare le alterazioni e di trattarle opportunamente prima ancora che divengano tumore!

Come sopraggiungono queste alterazioni e come avviene il contagio? Sono provocate dal Papilloma virus (HPV).

La presenza del Papilloma è asintomatica, provoca delle alterazioni cellulari visibili solo con esame microscopico e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente.

Il Papilloma virus è uno dei tanti microrganismi che gli umani si scambiano e condividono. Va considerato quasi come un “compagno di strada” poco gradito, ma che per qualche tempo ci può accompagnare! Il contatto è molto frequente (si stima che almeno una volta nella vita ci abbia fatto compagnia) e avviene con i rapporti intimi, non necessariamente completi. Non esistono quindi delle protezioni come per altre problematiche trasmesse con i rapporti sessuali. Il profilattico comunque va sempre usato come prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Fortunatamente nell’80% dei casi scompare entro 2 anni. Quindi ci sono alte probabilità di venire a contatto con il virus ma solo relativamente poche di avere delle alterazioni evolutive verso il tumore.

La precocità dei rapporti e il numero dei partner rappresenta un fattore di rischio per l’aumento di probabilità di contagio; la persistenza e il ritardo nella spontanea eliminazione del virus dipende da una risposta immunitaria locale meno efficace, come succede nelle fumatrici.

Da diversi anni però esiste una prevenzione mirata e molto efficace: il vaccino. Viene proposto dal sistema sanitario, gratuitamente, alle 12enni. Questo perché la risposta immunitaria in età giovanile prima di un possibile contatto con il virus è più efficace e quindi la protezione più sicura. Una vaccinazione in età adulta può comunque essere fatta con i vaccini più recenti, anche se l’efficacia potrà non essere ottimale

Dott. Guido BorgnaGinecologo

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